La
parola giapponese “ikebana” indica un’arte complessa nata nel VI secolo che è insegnata
in Giappone con corsi che durano anche 5 anni e che prevede la conoscenza della
filosofia, della storia oltre che della biologia dei fiori, dei loro
significati e delle tecniche per migliorarne la conservazione.
Il
termine “ikebana” significa “fiore vivente” e indica, infatti, lo spirito che
deve permeare le composizioni floreali basate sul modello orientale: il fiore,
la fronda, il ramo anche se secco devono dare l’impressione di essere vivi, non
sofferenti, creando l’illusione in chi guarda di vedere un pezzetto di natura
viva.
I concetti
essenziali su cui si basa l’ikebana sono:
- l’assoluta mancanza di simmetria, ritenuta monotona dai giapponesi;
- la particolare disposizione del materiale su tre piani, uno più alto che simboleggia il cielo, quello intermedio l’uomo e il più basso la terra. I fiori, inoltre, sono poco usati per le composizioni e si preferiscono rami, foglie, tronchi, spighe;
- l’uso di vasi di diversi materiali, come rame, terracotta, bronzo, bambù, vimini;
- la creazione di una linea verticale, che indica la forza e simboleggia il maschile, e di una linea ondulata, che simboleggia il femminile;
- il contrasto fra i fiori (ad esempio la rosa che indica la femminilità sarà accostata a un ramo di pino, che indica il guerriero, l’elemento maschile);
- l’uso di un’attrezzatura specifica, che comprende il kezan (reggi fiori con aghi), uno spruzzatore, un seghetto, un coltello.
Diversi
sono gli stili di ikebana esistenti. Il più semplice è il moribana che prevede
la composizione in vasi bassi e larghi, in cui sono accostati fiori e fronde,
che possono essere realizzati anche in casa, tenendo presente che la semplicità
è l’elemento base, e costituisce la differenza con le composizioni floreali di stile occidentale.


L’arte
dell’ikebana può essere utilizzata anche per ritrovare il contatto con la
natura e se stessi. In tal caso si parla di "ikebana therapy", e la creazione di
composizioni floreali, preceduta da pratiche di meditazione zen, diventa un
mezzo per fare una “pausa di riflessione”, allontanare lo stress e le tensioni
della vita quotidiana, per ritrovare la pace e l’equilibrio interiore e conoscere
meglio le proprie potenzialità.

Nessun commento:
Posta un commento